OBF (Obiettivi Ben Formati)

Ciao! Oggi voglio parlare di come la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) vede la stesura degli obiettivi! Tutti noi abbiamo dei “sogni nel cassetto”: peccato che, se rimangono nel cassetto, trascorriamo del tempo ad inseguire quello che gli altri vogliono per noi piuttosto quello che noi vogliamo per noi stessi. Dunque, come possiamo rendere reali i nostri sogni? Il riconoscimento dei propri obiettivi è senza dubbio un metodo efficace per avere chiaro cosa si vuole fare nella propria vita e cosa si intende raggiungere. Mettiamo subito in chiaro una cosa: più importante dell’obiettivo stesso è il percorso intrapreso per raggiungerlo! Si può avere l’obiettivo più bello del mondo, e se il percorso per raggiungerlo è noioso e demotivante rischiamo di allontanarci dal nostro target, e di dubitare in futuro della nostra capacità di ottenere quanto vogliamo. L’entusiasmo e il divertimento devono sempre essere alla base di quanto facciamo, in quanto sono degli ottimi catalizzatori di apprendimento e di crescita personale.

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Dunque, che caratteristiche deve avere un obiettivo affinché sia massima la nostra capacità di raggiungerlo?

  • La prima domanda da porsi, intuitivamente, è: Cosa voglio?. Perché questa domanda è importante? Il suo scopo è quello di dare un focus al nostro pensiero, e ci fa focalizzare sulla situazione desiderata, invece che su eventuali sfide impegnative che stiamo affrontando nel presente. Ci permette di tirare fuori dalla nostra mente quello che realmente vogliamo e che realmente ci interessa.
  • La seconda domanda da porsi è: Perché lo voglio?. Questa domanda risulta essere particolarmente produttiva per estrarre la MOTIV-AZIONE, ossia quella serie di motivi che ci spingono ad agire e a correre nella direzione dei nostri obiettivi. Se non abbiamo chiaro in testa perché vogliamo raggiungere un determinato risultato possiamo ritrovarci a inseguire qualche mito creato in noi da altre persone, e che in realtà non corrisponde a ciò che noi vogliamo.
  • La terza domanda da chiedersi è: Quanto è importante per me?. Tutti noi abbiamo obiettivi che riteniamo più importanti di altri, e che dunque necessitano maggiore attenzione. Se attribuiamo ad ogni nostro obiettivo un numero da 1 a 10, il nostro cervello avrà chiaro su quale concentrarsi maggiormente. Cerchiamo anche di ricordare che è meglio portare avanti contemporaneamente una quantità sensata di obiettivi. Con gli strumenti della gestione temporale e personale ci si può orientare al meglio, ed è anche vero che troppe direzioni di pensiero possono essere controproducenti nel percorso per ottenere quanto vogliamo.

Queste citate sono le tre principali domande per iniziare ad avere chiaro cosa si vuole raggiungere, perché lo si vuole raggiungere e quanto è importante per se stessi quel percorso. Vi sono ulteriori caratteristiche che un obiettivo deve avere, affinché il nostro cervello abbia un’immagine vivida e chiara di quanto desideriamo.

  • E’ espresso in positivo? Questa è una caratteristica fondamentale. Spesso, quando si chiede a qualcuno cosa vuole raggiungere, risponde piuttosto che cosa vuole evitare o da cosa vuole allontanarsi. Ad esempio: “Voglio perdere i chili di troppo”, “Non voglio più stare male e soffrire”, e così via. Come abbiamo visto nel post “NON pensare all’orso bianco”, il nostro inconscio non riconosce il comando non, e di conseguenza rischiamo di avvicinarci sempre maggiormente a quello che invece non desideriamo. Dunque, dopo aver formulato un obiettivo, controlla sempre che rispecchi qualcosa che vuoi raggiungere, piuttosto che qualcosa da cui ti vuoi allontanare. Allontanarsi da qualcosa può essere una forte leva di cambiamento, ed è altrettanto importante avere una chiara direzione da perseguire!
  • Descrive un risultato? Frequentemente ci capita di formulare i nostri obiettivi con frasi generiche, che non corrispondono ad alcuna nostra rappresentazione mentale. Molti obiettivi che ci poniamo descrivono in realtà un processo, e non qualcosa che vogliamo raggiungere. Ad esempio, dire “Voglio stare meglio” non descrive alcuna rappresentazione mentale tangibile e verificabile. Come detto prima, il processo è fondamentale, in quanto è proprio questo che ci fa avvicinare sempre maggiormente alla persona che vogliamo diventare. E’ anche vero che il nostro cervello trova più facile orientarsi verso qualcosa che gli è ben chiaro, e visto che ragiona basandosi su elementi sensoriali, è importante avere una vivida immagine del risultato che si intende perseguire!
  • Ha un limite temporale? Dare un limite temporale ai nostro obiettivi ci aiuta a non lasciarli nel dimenticatoio, in attesa di mettersi in gioco, prima o poi, per raggiungerli. Darsi un termine entro il quale vogliamo ottenere un determinato risultato è produttivo, dal momento che permette di tirare fuori da noi stessi una focalizzazione e un’attenzione tali da sprigionare le più grandi risorse che abbiamo a disposizione.
  • E’ in armonia con me? Questa importante domanda permette di verificare se un nostro obiettivo è fondato su un terreno (di convinzioni e valori) che sentiamo nostro o meno. Può capitare che perseguiamo un obiettivo che non si allinea con quello in cui crediamo più profondamente, e prima di proseguire è importante recuperare il proprio allineamento.
  • Come saprò di averlo raggiunto? Stabilire dei criteri soggettivi legati al raggiungimento dell’obiettivo è produttivo, poiché permette di capire personalmente se abbiamo raggiunto la meta ambita. Ad esempio, se due persone hanno l’obiettivo “Voglio diventare insegnante”, non è detto che abbiano gli stessi criteri soggettivi legati al raggiungimento della meta stessa. Una delle due persone si sentirà magari insegnante quando sarà in un’aula di fronte ai propri studenti, mentre l’altra persona si sentirà magari insegnante quando avrà stabilito un rapporto di reciproca fiducia con gli studenti e saprà spiegare con competenza gli argomenti. Sapere prima cosa vuol dire per sé raggiungere l’obiettivo aiuta a delineare meglio il percorso per raggiungerlo.
  • E’ sotto il mio controllo? Questa domanda mette in luce un aspetto fondamentale: possiamo essere i responsabili solamente delle nostre azioni, in quanto il comportamento altrui e le circostanze esterne non sono sotto il nostro diretto controllo. Un corollario che ne consegue è: se il nostro obiettivo dipende da altri, perdiamo del potere nel raggiungerlo. I comportamenti altrui non possiamo controllarli: concentriamoci su noi stessi e su tutto quello che possiamo fare per dirigerci verso i nostri obiettivi.

Hai già iniziato a pensare ai tuoi obiettivi o lo farai nei prossimi giorni? E’ importante per te farlo! Questa esperienza ti regalerà una direzione, un motivo per alzarti ogni mattina e un motivo per le tue azioni quotidiane! Una volta decisi gli obiettivi, puoi scomporli a ritroso (dalla data di raggiungimento dell’obiettivo fino ad oggi stesso) in sotto-obiettivi, che descrivono un percorso da seguire per avvicinarti sempre maggiormente alla persona che vuoi diventare! Possibili effetti collaterali? Un entusiasmo smisurato!

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