Viaggio dentro di sé : Dal buio della fuga alla luce della comprensione

Ciao! Negli articoli degli scorsi due giorni, hai letto come poter scoprire e intervenire sui tuoi Valori Verso, in modo tale da avere una solida base con la quale intraprendere decisioni nella tua quotidianità! Oggi, ci immergiamo nel mondo del Valori Via da (VVd)! Infatti, spesso, invece che puntare a delle mete che desideriamo, simboleggiate dai nostri Valori Verso (VV), fuggiamo a testa bassa da quello che non ci piace, perdendo quindi l’orientamento e non vedendo con chiarezza la strada che stiamo percorrendo! Se passiamo la nostra vita a fuggire da quello che non ci piace, possiamo ritrovarci completamente disorientati, in quanto la nostra rotta non è dettata dal posto che vogliamo raggiungere (e dal godersi il cammino), ma è piuttosto dettata dall’allontanarsi da ciò che temiamo, e questo comportamento ci fa vagare senza meta. Nelle seguenti righe, leggerai delle idee che ho tratto dal precedente percorso sui VV (che ho fatto nel corso “PNL avanzata”), delle idee tratte dal libro “Leader di te stesso” (di Roberto Re) e delle mie considerazioni personali, in cui ho cercato di usare il modello dell’Intenzione (compreso negli Sleight of Mouth, di Robert Dilts) al fine di creare una collaborazione tra VV e VVd.

Prima di scrivere questo articolo, mi è balenata nella mente l’immagine di Gandalf, personaggio de “Il Signore degli Anelli”, celeberrimo libro di Tolkien. Da tale libro è stata tratta una trilogia di film, e nel primo film Gandalf si ritrova a combattere contro un Balrog, un’entità oscura molto potente.

Immagine

Dopo aver consigliato agli altri membri della Compagnia dell’Anello di fuggire, Gandalf si gira, e urla al Balrog che non può passare per il ponte che stanno attraversando. Fa quindi crollare il ponte, ma il Balrog, mentre cade, riesce ad avvinghiare la gamba di Gandalf con la sua frusta infuocata, e lo trascina con lui negli abissi della montagna…

Tu, cosa vuoi per la tua vita? Vuoi affrontare quello di cui hai paura, o preferisci che le tue paure ti dominino e ti inibiscano? Vuoi correre, o vuoi rimanere imprigionato dalle catene dei tuoi timori?

Per poter camminare libero sulla tua strada, è necessario che conosci bene quello che temi, e che trovi un modo di controllarlo, piuttosto che lasciare che sia lui a dominarti. Per potere fare ciò, ti propongo il seguente percorso tra i VVd, suddiviso nelle seguenti tappe. La struttura risulterà essere simile a quella che hai già visto nel caso dei VV. Usa per ciascuna tappa un foglio diverso, in modo da poter poi effettuare delle nuove considerazioni in futuro!

  1. Conosci il tuo nemico. In questo primo step, effettuerai un’estrazione dei tuoi VVd, in modo tale da comprendere quali sono quella serie di sentimenti o di cose dai quali vuoi allontanarti maggiormente nella quotidianità. Per intraprendere questo cammino, puoi porti la seguente domanda : “Quali sono quelle sensazioni o quelle cose dalle quali voglio allontanarmi e che sento per me debilitanti?”. Continua a porti questa domanda, fino a quando senti di aver estratto tutte quelle cose e tutte quelle emozioni che ti limitano e ti frenano nelle azioni quotidiane. Preferisco non darti suggerimenti sul nome della sensazioni o delle cose, dal momento che è un percorso TUO ed è importante che sia tu a trovare dei nomi e delle parole che rispecchino pienamente quello che senti dentro di te.
  2. Comprendi quali sono i principali nemici. In questo secondo step, farai un procedimento analogo a quello che ti ha permesso di distinguere i VV fine da quelli mezzo. In particolar modo, se vuoi allontanarti da una serie di cose, è importante che comprendi il motivo che ti spinge ad allontanarti da tali cose: in altri termini, quali VVd fine si celano dietro  a tali cose. Per fare questo, puoi porti la seguente domanda, per ciascuno dei VVd che hai estratto nella prima tappa : “Se penso a questo VVd, che cosa provo, e cosa sento dentro di me?”. Da questo step, riuscirai a comprendere quali sono quelle sensazioni che vuoi a tutti i costi evitare, che ti fanno stare male e che non ti permettono di sentirti libero/a nella quotidianità.
  3. Quale nemico temi di più? Tra le sensazioni che hai estratto nella tappa precedente, vi sarà una gerarchia, in base a quanto tali sensazioni ti frenano e ti inibiscono. Per quanto siano tutte poco desiderabili, ognuna ti farà sentire più o meno a disagio, rispetto alle altre. Stabilisci dunque una gerarchia tra queste sensazioni negative, ponendoti la seguente domanda : “Tra il VVd X e il VVd Y, quale temo maggiormente, da quale voglio allontanarmi di più?”. Scegli uno dei valori VVd che hai estratto dalla seconda tappa, e confrontalo con tutti gli altri. Se ne trovi uno maggiormente indesiderato, prendilo come nuovo riferimento e effettua nuovamente dei confronti, fino a quando avrai trovato il VVd che ti inibisce maggiormente. Effettua quindi lo stesso procedimento con tutti i VVd rimanenti, fino a quando avrai stabilito la tua gerarchia. Se ti è difficile scegliere tra due VVd, puoi immaginare di dover prendere un treno e di dover portare con te uno dei due: quale lasceresti più volentieri in stazione? I VVd più indesiderati occupano posizioni più alte nella gerarchia.
  4. Cosa deve succedere affinché il nemico ti attacchi? Ora che hai stabilito la gerarchia di VVd, puoi concentrarti sull’estrazione dei criteri per ciascun Valore Via da, in modo tale da comprendere cosa deve accedere affinché tu percepisca la sensazione negativa collegata a quello specifico VVd. Per estrarre i criteri di ciascun valore, puoi porti la seguente domanda : “Che cosa deve accadere, affinché io percepisca le emozioni collegate a questo valore?”. Possono essere sia delle cose che accadono all’esterno di te, oppure dei pensieri che tu metti in atto. Nel secondo caso, possono ad esempio essere delle immagini che ti proietti, qualcosa che ti dici, o delle sensazioni che percepisci dentro di te, e che si muovono in un determinato modo e in una determinata direzione. Scrivi quante più idee possibili, quando fai l’estrazione dei criteri.
  5. Altri possibili candidati. Quello che farai ora sarà analogo alla scelta dei tuoi nuovi VV. Nel caso dei VVd, le precedenti tappe ti hanno permesso di comprendere quali sono i valori che maggiormente ti inibiscono, e cosa deve accadere affinché tu percepisca le sensazioni correlate. Ora, puoi effettuare delle tue considerazioni personali, in relazione ai tuoi obiettivi e alla persona che vuoi essere e diventare. In particolar modo, oltre alla sensazioni che hai precedentemente estratto e posto in gerarchia, possono esservi delle ulteriori emozioni poco produttive, nelle quali puoi imbatterti lungo il cammino che hai scelto per te. Puoi estrarre questi ulteriori VVd ponendoti la domanda : “Nel cammino che mi porta alla persona che voglio e merito di essere, quali sensazioni è necessario che io allontani da me, e quali catene voglio spezzare?”. Continua a porti questa domanda, fino a quando, leggendo il foglio, senti che vi sono scritte tutte quelle emozioni che possono bloccarti o frenarti, se decidi di immergerti pienamente in essere. È possibile che diverse emozioni si fondano per formarne una sola, che risuona in te come ancora più debilitante. L’importante è che, leggendo il foglio, riconosci che vi sono scritte tutte quelle sensazioni che possono frapporsi fra te e quello che vuoi essere.
  6. Mettiamo tutto in ordine. A questo punto del percorso, hai estratto dei nuovi VVd che possono frenarti. Ripeti dunque la procedura descritta nel punto 3, in modo tale da creare una gerarchia che contenga al primo posto la sensazione che maggiormente vuoi evitare, e le altre a scalare, in ordine di inibizione via via decrescente.
  7. Porgi la mano al nemico, e integralo dentro di te. Leggendo il titolo di questo settimo punto, potresti avere avuto una reazione del tipo : “Come? Abbiamo parlato fino ad ora di nemico, sensazioni da evitare, emozioni che inibiscono, e ora mi dici di integrarle dentro di me?!”. La risposta è : sì. La motivazione a questa risposta possiamo ricercarla nella quotidianità. Quante volte vediamo qualcosa come buio e distante, solamente perché è lontano o perché non è sufficientemente illuminato? Quante volte siamo spaventati da qualcosa che non comprendiamo? E che utilità ha combattere dei nemici, che in realtà nemici non sono? Se fossero dei saggi consiglieri, che possono indirizzarci a vivere al meglio la nostra vita? Mi piace pensare che è conveniente credere che quest’ultima domanda abbia risposta affermativa. Le emozioni negative che proviamo, in realtà, esistono per dirci che non stiamo camminando sulla nostra strada. Sono delle importantissime lampadine, che si accendono per dire che qualcosa non sta andando come dovrebbe, e dobbiamo interpretarle appunto come sintomi. Possiamo decidere: o allontaniamo il sintomo, senza ascoltare cos’ha da dirci, o ascoltiamo il sintomo, per capire su quale causa intervenire e come poterci sentire meglio. Quelle che chiamiamo sensazioni negative possono in realtà essere dei saggi maestri, che ci guidano verso la strada del benessere. Dipende da come le interpretiamo, e da come decidiamo di rapportarci con essere: se gli lasciamo prendere il controllo, o se ci facciamo guidare verso la nostra strada. Robert Dilts, tra i modelli Sleight of Mouth per modificare le convinzioni, ha inserito il modello dell’Intenzione. Di fronte a una determinata convinzione, che sembra poco produttiva, possiamo chiederci : “Qual è l’intenzione positiva che si cela dietro questa convinzione? Che vantaggi mi porta?”. Penso che è nostro potere porci delle domande analoghe con le nostre sensazioni “negative”. Dunque, partendo dal primo VVd della gerarchia, chiediti, per ciascun valore : “Quali potrebbero essere, in realtà, i suggerimenti che le sensazioni legate a questo valore vogliono fornirmi? Come posso interpretare queste sensazioni, per allinearmi maggiormente con la mia rotta e per avvicinarmi maggiormente a chi voglio essere?”. Scrivi tutte le considerazioni che ti vengono in mente.
  8. Intenzioni, criteri e comprensione. Alla luce delle idee emerse nel punto precedente, puoi ora effettuare una nuova scrittura dei criteri. Il gioco risulta essere opposto rispetto al caso dei VV. Infatti, mentre nel caso dei VV il nostro intento era sperimentarli il più possibile nella quotidianità, nel caso dei VVd il nostro intento è semplificarci la vita ed evitare di provarli quando non hanno il ruolo di saggi consiglieri. Dunque, per ogni valore della gerarchia, puoi rispondere alle seguenti tre domande:
  • Che criteri posso scegliere, per evitare di provare in modo ingiustificato le sensazioni legate a questo valore? In questo caso, è conveniente iniziare la scrittura dei criteri con le parole “Se e solo se”. Infatti, mentre in alcuni casi le sensazioni negative possono avere il ruolo di bussola, per comprendere meglio la nostra rotta e per riallinearci, in altri casi sviluppiamo emozioni negative perché usiamo male il nostro cervello. Ci concentriamo ad esempio su errori passati, su quello che non ci piace, perdendo così tutte le cose positive sulle quali possiamo focalizzarci. Ad esempio, se una persona ha come VVd la solitudine, può scegliere come criterio “Solo ed esclusivamente quando decido di focalizzarmi su pensieri in cui vedo le persone a me care lontane da me, invece che pensare al fatto che ho molti amici e che posso creare amicizie sempre più forti nel tempo”.
  • Se sento intuitivamente che questa sensazione negativa vuole insegnarmi qualcosa, che domande posso pormi per comprendere al meglio come interpretarla? Creati delle domande tutte tue, che ti permettano di comprendere in che modo le sensazioni negative possono farti da consigliere. Ad esempio, se ti senti frustrato e riconosci che tale frustrazione non è legata al fatto che stai facendo dei pensieri improduttivi, puoi chiederti : ” Cosa può insegnarmi questa frustrazione? In che modo posso imparare da essa, per comprendere in quale parte di me stesso non sono allineato/a?”
  • Quali dei miei VV posso utilizzare, per integrare dentro di me questo VVd e per capire cosa può insegnarmi? Ad esempio, se ti senti disperato, quali VV possono aiutarti? Possono ad esempio esserti di aiuto la fiducia e la speranza, e la consapevolezza che sei padrone del tuo comportamento. Scrivi quali VV puoi utilizzare, per orientare il tuo cervello verso mete più positive e per capire al meglio cosa le tue sensazioni ti stanno dicendo!

Una volta che avrai fatto questo percorso tra i VVd, potrai sentire una nuova luce dentro di te, dove prima vi era il buio e dove vi era una bassa comprensione. Proprio come Gandalf: trascinato dal Balrog, ha combattuto il buio con la forza della luce, e ne è uscito vincitore, trovando dentro di sé nuove consapevolezze ed evolvendo da stregone grigio a stregone bianco.

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