Studio e passione: L’importanza dello stato

Ciao! Abbiamo concluso la prima parte di percorso, quella relativa alle convinzioni! Hai scoperto quali convinzioni limitanti avevi, ti sei creato delle nuove convinzioni che ti siano di pieno supporto nello studio e le hai introdotte nella tua mappa mentale. Successivamente, hai verificato l’ecologia del tuo sistema di convinzioni, in modo tale che sia pienamente allineato con chi vuoi essere e con quello che vuoi testimoniare.

Ora, partiamo con la seconda parte del percorso, che sarà incentrata sulla gestione dello stato. Oggi introdurrò questa parte di percorso e ti spiegherò quali tappe farai 🙂 .

Cosa si intende per stato? Lo stato è la base dalla quale derivano i nostri comportamenti, e determina in modo significativo il modo in cui agiamo (o reagiamo) nell’ambiente in cui viviamo. Voglio spiegati questo concetto con un esempio. Immagina che devi andare in posta, e poco prima di andare hai ricevuto una telefonata che ti ha fatto un enorme piacere. Arrivi alla posta, e scopri che c’è una fila chilometrica. Potresti pensare: “Poco male! Mi metto in fila e attendo con calma!”. Intanto fischietti, e pensi ancora alla bellissima telefonata che hai ricevuto.

Consideriamo ora un altro scenario. Devi andare sempre in posta, ma questa volta prima di recarti lì hai ricevuto una notizia sgradevole. Arrivi alla tua meta, e scopri che c’è una fila lunghissima. Inizi a pensare: “No! Ma perché sempre a me? Che cazzo ho fatto di male per meritarmi questo?!”. Ti metti in fila e nel tuo cervello continui a formulare pensieri negativi.

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Che differenza c’è nei due casi? La situazione affrontata è sempre la medesima, ma cambia totalmente lo stato in cui ci si trova quando la si affronta. Più specificatamente, lo stato viene definito anche stato psico-fisico-emotivo, e comprende dunque il seguente insieme di elementi:

  • Psico: I pensieri che formuliamo e quello su cui decidiamo di focalizzarci (ossia quello che mettiamo nella nostra neurologia) determina in modo significativo come ci sentiamo. Anche tutta la nostra struttura profonda, ossia quello in cui crediamo e le strategie elaborative che abbiamo sviluppato, oltre che alla nostra esperienza, determinano il modo in cui agiamo o reagiamo nel nostro ambiente.
  • Fisico: A questo livello ci sono una serie di componenti di cui possiamo tener conto. Come prima cosa, possiamo notare che la nostra postura e i nostri atteggiamenti corporei influenzano direttamente il modo in cui ci sentiamo, e viceversa. Se vediamo una persona sorridente e una persona triste, è probabile che la prima stia con la schiena bella dritta, sguardo verso l’alto. La seconda invece probabilmente guarderà verso il basso e avrà una postura più ricurva. La cosa interessante è che valgono sia l’implicazione diretta che quella inversa. Come il nostro stato influisce sulla nostra postura, modificando la nostra postura possiamo intervenire sul nostro stato. Oltre all’aspetto macroscopico, possiamo esaminare anche gli aspetti fisiologici e biochimici. I pensieri che facciamo e le emozioni che proviamo danno al nostro cervello il potere di elaborare sostanze diverse, che possono aiutarci ad entrare in uno stato positivo o che possono imprigionarci in uno stato improduttivo. Il modo in cui ci sentiamo è dettato in modo profondo da questa serie di agenti chimici che attraversano il nostro cervello. A livello fisiologico, invece, il nostro corpo mette in atto una serie di meccanismi per farci permanere in uno stato di equilibrio dinamico, e se non lo nutriamo a dovere questa condizione può mancare, con dirette conseguenze su come ci sentiamo.
  • Emotivo: Le nostre emozioni, in base a come le gestiamo, possono essere una solida base che costruisce il nostro benessere o un freno che non ci permette di tirare fuori il meglio di noi stessi.

Queste tre componenti si influenzano reciprocamente, e abbiamo il potere di influenzarle a nostra volta.

Tutto questo come si correla all’ambito dello studio? Un buono stato è un tassello fondamentale per riuscire a trasmettere in modo ottimale quello che si è appreso. Ti è mai capitato di affrontare un’interrogazione con un’ansia eccessiva? Ti è mai capitato di andare in palla, e non sei così riuscito a mostrare le competenze che avevi acquisito? Uno stato improduttivo può essere un ostacolo che impedisce di dare il meglio di sé.

Ho una buona notizia per te: possiamo intervenire e porci in uno stato più produttivo. In questa parte del percorso, vedrai come potrai porti in uno stato ottimale per affrontare prove scolastiche, o altre situazioni di vita quotidiana. In particolar modo, vedremo:

  • Eustress e Distress: come l’ansia può essere una motivazione oppure un ostacolo, e come poterla interpretare e gestire in modo corretto.
  • Submodalità: la geniale intuizione di Richard Bandler sul modo in cui elaboriamo i nostri pensieri.
  • Ancoraggio: come possiamo portare con noi degli stati a cui accedere, mediante le neuro-associazioni.

Stay tuned 😉 .

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