The Power of Attitude: Leo Buscaglia and the Art of Being Fully Human

Non preoccuparti, l’articolo è in italiano 🙂 .

Prosegue il percorso sull’atteggiamento! In particolar modo, ho intenzione di scrivere una serie di articoli sull’atteggiamento che hanno adottato o che adottano alcuni “guru” del campo della motivazione e della crescita personale. Questa scelta nasce dal fatto che, a mio parere, le loro idee possono aiutarti a sviluppare le tue. Chi segue il guru si perde, chi lo ascolta può trovare degli spunti interessanti: non devi emulare nessuno, ma essere te stesso/a. Quindi, da questo e dai prossimi articoli, prendi tutte quelle idee che senti che possano andar bene per te :)!

In questo articolo, ti parlo delle idee di uno dei miei autori preferiti: Leo Buscaglia.

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Il primo capitolo del suo libro “Vivere, amare, capirsi” ha un bellissimo titolo: L’amore ci modifica il comportamento. In questo capitolo, oltre ad esporre alcune sue riflessioni su diversi temi, Buscaglia descrive quello che secondo lui è “l’uomo ricco d’amore”. Che caratteristiche ha questa figura? Secondo l’autore, le seguenti:

  • La cosa più importante per una persona ricca d’amore è che ami se stessa. La riflessione che conduce a questa considerazione è semplice, ma contemporaneamente molto potente: si può donare solamente quello che si ha. Se qualcuno ama se stesso in modo malsano e insicuro, potrà donare solo amore malsano e insicuro. Se vogliamo essere splendidi, nei confronti di noi stessi e delle altre persone, dobbiamo amarci incondizionatamente. E in questo incondizionatamente risiede la vera potenza dell’amore. Niente se, niente ma. Non importa dove siamo ora: siamo puro potenziale, e possiamo arrivare dovunque noi vogliamo o desideriamo. Amiamo i nostri pregi, e i nostri difetti. Vi è una gloria così alta nell’essere umani, con le proprie forze e le proprie debolezze. Amandoci, possiamo tenere in mano la chiave che apre il forziere delle nostre meraviglie.
  • La seconda cosa che un individuo ricco d’amore deve fare è liberarsi dalle etichette. Ci capita spesso di etichettare gli altri con una qualche definizione o con un qualche sostantivo. “Tizio è …”. “Caio è …”. “Oh, Sempronio è proprio un …”. L’uomo ha creato le parole per comunicare, scambiarsi idee, ed orientarsi meglio nella realtà. Ed è finita che spesso ci facciamo dominare da quello che noi stessi abbiamo creato per aiutarci. Alcune parole contengono una marea di significati, diversi per ciascuno di noi. Ci fanno emozionare, sognare, vivere. Altre volte, diventano delle prigioni nelle quali rinchiudiamo noi stessi e le altre persone. Cosa possiamo sapere di un’altra persona, se la identifichiamo con una serie di epiteti? Sappiamo cosa prova, come vive, e cosa vuole dalla sua vita? No. Che le parole possano essere per noi fonte di ispirazione e di arricchimento, non di chiusura.
  • L’individuo ricco di amore detesta gli sprechi e non sopporta alcuna ipocrisia. Molte volte non siamo d’accordo con quello che avviene intorno a noi. Molte cose non vanno bene, ne siamo stanchi, ma poi ci uniformiamo e le accettiamo. L’uomo ricco d’amore dice “Basta!”. Fa valere i suoi diritti, nei confronti di se stesso e delle altre persone, per il bene comune. Lotta per quello in cui crede. Può essere a volte una lotta difficile, ma sente dentro di sé un fuoco che divampa e che lo conduce a fare il meglio che può per se stesso e per le altre persone.
  • L’individuo ricco di amore è spontaneo. Non si è dimenticato cosa vuol dire essere bambini. Sa stupirsi, sa amare, e sa vivere la quotidianità nel modo più pieno, esprimendo al massimo se stesso. È aperto, dice quello che prova, consapevole delle infinite possibilità che gli si schiudono davanti. Spesso, per Buscaglia, essere spontanei significa anche toccare la gente. Abbracciarci, stringerci, e sentirci uniti. Passiamo tutti molti momenti insieme, ed in fondo ci sentiamo soli. Come sarebbe se ci toccassimo, se ci abbracciassimo, e se trasmettessimo l’uno all’altro la nostra unicità?
  • L’individuo ricco d’amore non ha dimenticato le sue esigenze. Si ricorda quello che è importante per lui, quello che vuole ottenere, e quanto gli è più caro. È se stesso, per lui e per gli altri, per dare il massimo e per dire di aver vissuto secondo i suoi valori.

Per ribadire ulteriormente l’importanza dell’atteggiamento, vorrei concludere questo articolo con una citazione dal libro stesso:

Vedete, la nostra è una cultura di realizzatori di mete. Ho una notizia da darvi… la vita non è la meta, è il viaggio. La vita è il viaggio; la vita è il procedimento; la vita è arrivare a destinazione. Bene, ci siete arrivati e cosa avete ottenuto? La gente vi guarda con rispetto. Avete una Cadillac. Una Cadillac è una compagnia molto fredda… le portiere e il volante si mettono di mezzo. Abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l’un l’altro, toccarsi, avere una vera vita di relazione, curarsi l’uno dell’altro. Non sorprende se stiamo tutti morendo di solitudine.

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