Uno specchio magico

Il vecchio Sam tornò alle poste, a trovare i colleghi con cui aveva condiviso anni indimenticabili. Per anni, con la sua bicicletta, aveva consegnato lettere a tutto il paese. Tutti conoscevano il vecchio postino, e tutti gli volevano bene.

Ritornare al luogo in cui aveva lavorato tutta la vita lo commosse, e le sue emozioni lo allietarono tutto il giorno.

La sera, seduto sul suo divano, estrasse il libro di racconti ed iniziò a leggere, ancora colmo di piacevoli sensazioni. La favola si chiamava «Uno specchio magico».

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In un antico mondo, lontano nei secoli, vi era un regno, governato da un potente e saggio sovrano. Le decisioni del sovrano sono sempre risultate accorte e piene di consapevolezza, ma vi era un dilemma che tormentava il vecchio signore.

Infatti, il figlio di quest’ultimo divenne molto irrequieto. La sua vita si fece sregolata, e sembrava non apprezzare più le gioie che la vita del regno gli regalava. La sua confusione era tale da essere paragonata alla più fitta nebbia, che si insinua davanti allo sguardo e lì prende dimora. Grandi esperti dei tempi si confrontarono tra di loro, per comprendere quale potesse essere la natura del male che assediava la mente del principe. Dotte discussioni avvenivano quotidianamente, ma facevano da sottofondo alla calante consapevolezza del giovane.

La situazione peggiorava, giorno dopo giorno, fino a quando il re si ricordò di una maga, che abitava nella foresta vicina al castello. Subito si recarono da lei, e le chiesero un rimedio che potesse curare la tristezza del principe. La maga pensò a lungo, e diede in dono al re e al principe uno specchio. Era maestoso, circondato da un legno magico, che donava uniche proprietà a quel fatato artefatto.

La maga accompagnò il dono con queste parole: «Come potete vedere, lo specchio non riflette nulla. La sua superficie è sempre calma, come un lago imperturbato. Quanto il giovane principe sarà pronto, sullo specchio comparirà il problema, e in contemporanea la soluzione».

Il re e il principe tornarono a casa soddisfatti. I giorni e le settimane passarono, ma sulla superficie dello specchio non comparve ancora nulla. L’umore del principe era sempre più basso: contemplava ogni giorno lo specchio, chiedendogli risposta, ma nulla.

Un giorno, all’improvviso, lo specchio rispose. Il principe era pronto. Il giovane principe era davanti alla rilucente superficie, quando all’improvviso comparve la sua sola immagine. Lo specchio rifletteva ogni mossa del principe, e a quell’immagine, il ragazzo ricordò le parole della maga. Sullo specchio sarebbe apparso il problema e, in contemporanea, la soluzione.

Un’ondata di consapevolezza lo travolse, e all’improvviso capì.

Comprese che lui era l’origine della sua insoddisfazione, e il fautore della sua futura soddisfazione. Capì che non era la vita ad essere priva di significato, ma che era lui a non vederlo. E volendo, avrebbe potuto trovare un significato tutto suo, che lo guidasse nel cammino. Comprese che era il capitano della sua rotta, e il padrone del suo cammino.

Il principe crebbe, e divenne re. Un re talmente grande che per sempre fu ricordato dal popolo. I racconti si tramandarono, e molti trovarono forza nelle gesta del sovrano.

Fu un grande re per il regno, perché prima divenne re di se stesso.

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