Lo stregone e le parole

Words

Questa è la storia di un’antica città, e di come i suoi abitanti abbiano riscoperto l’uso delle parole.

Riscoperto? In che senso?

Caro lettore, devi sapere che si possono riscoprire cose che si usano già da molto tempo. Molte volte usiamo cose e facciamo azioni sulla base di quanto abbiamo sempre fatto, senza riflettere su quanto effettivamente facciamo.

L’antica città si affacciava sul mare, e aveva un famoso centro portuale. Spezie, pietre preziose, pregiati tessuti circolavano quotidianamente nei mercati. Il commercio della città fioriva sempre più, e con il fiorire del commercio fiorivano anche abitudini inappropriate. I venditori cercavano di raggirare i loro clienti, e di convincerli a comprare cose che loro in realtà non desideravano. Il clima si era fatto teso: molti guardavano al profitto senza badare al loro cuore e a quello dei loro clienti.

Tali peggioramenti comunicativi avvennero anche nelle famiglie. Dove prima vi erano comunicazione e comprensione, ora vi erano scontri e desiderio di avere ragione. Le parole, invece che aiutare le persone a comunicare, aiutavano ciascuno a perseguire i propri interessi a scapito di quelli altrui. Erano a servizio dell’ego, e non del benessere collettivo.

Un potente stregone, che abitava vicino alla città, si accorse di tutto ciò. Era sdegnato dal fatto che le parole, fonte di magia e di meraviglie, fossero usate in modo così inappropriato. Decise dunque di intervenire: fece un potente incantesimo, e privò la città dell’uso delle parole. Dalle bocche degli abitanti non uscì più alcun suono.

La città entrò nel panico. Fu promossa un’assemblea generale, in cui le figure governative della città furono costrette ad esprimersi a gesti. Tale assemblea durò assai poco: tutti conoscevano lo stregone e tutti erano concordi del fatto che fosse stato lui a creare tale incantesimo. Si scelse dunque un rappresentante della città, il cui compito fu quello di andare dallo stregone e di convincerlo a restituire agli abitanti il dono delle parole.

Tale rappresentante si recò dallo stregone. Ancora prima che bussasse alla porta, lo stregone lo invitò ad entrare. Il rappresentante si accorse subito del fatto che poteva parlare: evidentemente la magia colpiva solamente la città e non gli ambienti circostanti.

Ancor prima che l’ospite potesse esprimersi, lo stregone lo guardò negli occhi e disse: «Non è necessario che mi spieghi. So perché sei qui, e so cosa vuoi. Siediti».

I due si sedettero su vecchie sedie, intorno a un tavolo circolare. Lo stregone parlò nuovamente: «Ricordo ancora quando andavo a scuola di magia. Sai, ci insegnarono moltissime cose. Imparai a fare pozioni, a riconoscere le erbe selvatiche e a lanciare incantesimi. Tutte cose molto utili. I miei insegnanti mi ammonirono però di una cosa: nessuna magia, per quanto potente, può eguagliare il potere delle parole. Le parole possono ispirare gioia, fiducia, sconforto, tristezza. Possono essere la fonte di gioia e di dolore, in base al modo in cui scegliamo di usarle. Siamo tutti maghi, quando parliamo.

Ho deciso di togliervi la capacità di parlare perché l’uso di una grande magia deve essere accompagnato da una grande consapevolezza e da un grande interesse per il bene comune. Sapevo che avreste reagito inviandomi un rappresentante, affinché mi convincesse a permettervi di parlare nuovamente. Non vi è bisogno che tu mi convinca: vi permetterò di parlare nuovamente oggi stesso. Sarebbe bene che da oggi badiate molto bene alle parole che usate: avete una scelta, e la scelta di come userete l’immensa magia che avete a disposizione influirà sul vostro futuro e sul vostro benessere.»

L’abitante della città ringraziò il mago, e tornò all’assemblea. Nel cammino notò con gioia che il suono delle voci aveva ripopolato le case e le vie. All’assemblea comunicò il messaggio dello stregone, affinché tutti fossero consapevoli che anche loro erano maghi, e che avevano a disposizione la più grande magia: l’uso delle parole.

Nessuno sa come proseguì questa storia. Lo stregone diede agli abitanti una scelta, e gli permise di rendersi conto del fatto che potevano reinventare la loro comunicazione, in modo tale che fosse di supporto al bene di tutti.

Nessuno sa cosa scelsero gli abitanti della città. Tu, lettore, sai che puoi scegliere, e dalla tua scelta dipenderà il tuo futuro.

Sii consapevole delle parole che usi, e della magia che diffondi tramite il loro utilizzo.

Un abbraccio 🙂 ,

Mattia

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