La caccia al tesoro

Tesoro

In un piccolo paesino di montagna ogni anno si organizza una grande caccia al tesoro. Tutti gli abitanti si riuniscono nel parco pubblico, e tra risate e scherzi fanno gara a chi trova per primo gli oggetti sparsi per il grande giardino. È un momento di grande festa per il paese, che dedica una giornata a se stesso e al proprio divertimento.

Anche quest’anno gli abitanti del paesino accorrono per il lieto evento. Il piccolo Marco per la prima volta segue i suoi genitori, e non vede l’ora di giocare e divertirsi nel parco con i suoi amici.

Uno, due, tre… via! La gara parte, e in men che non si dica la folla si distribuisce per l’intero parco, cercando oggetti preziosi e tesori per tutta la sua estensione. Marco, che a volte fatica a capire il mondo dei grandi, non comprende tutta questa fretta. Rimane alla linea di partenza a godersi il paesaggio, e guardando per terra trova una monetina. Con la sua monetina in tasca, se ne va in giro per il parco in compagnia dei suoi amici, a giocare.

A un certo punto, guardando verso l’edicola, Marco vede un uomo che vuole comprare un giornale. Quell’uomo ha lasciato tutti gli spiccioli a casa e non ha nulla con sé per pagarlo. Il giovane bambino è ben lieto di donare all’uomo la monetina che ha trovato, e riceve in cambio un grande ringraziamento e un caldo sorriso.

La caccia al tesoro finisce, e il rappresentante degli organizzatori prende la parola:

«Immagino che ognuno di voi abbia attraversato il parco in largo e in lungo alla ricerca di misteriosi tesori nascosti. Coloro che non ne hanno trovati probabilmente pensano che gli altri partecipanti siano stati più veloci e che li abbiano presi per primi. Ebbene, nessuno di voi oggi ha trovato oggetti nel parco, perché non ve ne erano. Tutti, tranne una persona, che ha trovato l’unico tesoro che abbiamo messo.»

L’organizzatore guarda il piccolo Marco e lo invita a salire sul palco. Marco è confuso e non capisce bene cosa stia succedendo, ma decide di raggiungere il palco. Il rappresentante prende nuovamente la parola:

«Dovete sapere che l’unico tesoro presente nel parco oggi era una piccola monetina facilmente visibile, che abbiamo messo nei pressi della linea di partenza. Marco l’ha trovata, e quando si è avvicinato con i suoi amici all’edicola, uno di noi organizzatori si è avvicinato per comprare un giornale fingendo di non avere soldi con sé. Marco gli ha donato la moneta, affinché potesse comprarlo.»

«Perché abbiamo organizzato questo? Per ricordare a tutti noi una cosa. Spesso cerchiamo tesori misteriosi in angoli nascosti, con la speranza che ci rendano felici, e nel fare questo ci dimentichiamo delle piccole gioie che già esistono nella nostra vita. Molti di voi immagino che abbiano visto la monetina, ma pensando che non si trattasse del tesoro l’hanno lasciata lì per terra. Il piccolo Marco l’ha raccolta, e non solo: l’ha donata, e nel farlo ha sperimentato la felicità. Non abbiamo bisogno di grandi cose all’esterno di noi stessi per essere felici, quello che conta è già dentro di noi e si sperimenta con delle calde interazioni tra esseri umani. Si sperimenta con un abbraccio, con la gioia, con l’empatia, con parole dolci e con grandi sorrisi. Probabilmente oggi andrete a casa con le tasche vuote, perché nel parco non vi erano oggetti. È anche vero che tornate a casa con il cuore pieno delle bellissime sensazioni che avete sperimentato in questa giornata, e come avrete ora intuito è questo il più grande tesoro che oggi il parco vi ha regalato».

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