Un cuore che ama, un cuore che sa

Spesso, quando voglio scrivere un nuovo articolo, mi metto davanti ad una pagina bianca senza avere la men che minima idea di cosa scriverò. Guardo gli spazi bianchi della pagina, così vuoti e così pieni di potenziali idee e concetti. Mi vengono in mente diversi temi, vari argomenti e molteplici spunti di riflessione.

Questa sera penso a quanto sia comune badare molto a ciò che vediamo, percepiamo e ascoltiamo, e quanto sia meno comune badare al proprio cuore e a quello che desidera. Ci fidiamo talmente tanto dei nostri sensi che sulla loro base costruiamo un modello. Un modello che ci guida nel comprendere la nostra vita, e che spesso usiamo per interpretare i comportamenti altrui.

L’altro giorno, mentre studiavo il funzionamento di alcune apparecchiature tipiche degli impianti chimici, ho trovato una frase tra i miei appunti, detta dal professore durante la spiegazione. «Un modello è sempre sbagliato. Il metro con cui effettuare la sua valutazione è la sua utilità». Quello che crediamo vero non lo è. I limiti che ci poniamo non sono reali. Ci sono talmente tante prospettive dalle quali percepire un determinato evento che qualsiasi conclusione possiamo trarre su di esso si dimostra essere non veritiera. Il metro è l’utilità, a supporto del cuore.

Cuore

«Si vede bene soltanto con il cuore. L’essenziale è invisibile all’occhio». La famosissima frase riportata ne “Il Piccolo Principe” di De-Saint Exupéry ci mostra che quello che realmente conta risiede nei nostri sogni, nei nostri desideri, e nei colori che vogliamo dare alla nostra vita. Con i sensi costruiamo rappresentazioni, interpretazioni, che si dimostreranno essere utili o non utili per quello che desideriamo. A volte ci perdiamo così tanto tra i sensi, o tra le pippe mentali, che dimentichiamo che il fulcro dell’esistenza è un altro: essere se stessi, amare, condividere emozioni e sorrisi.

Ci ingabbiamo in limitazioni, confini mentali e chiudiamo ciò che non dovrebbe essere rinchiuso: la nostra unicità. Eppure possiamo sempre camminare sulla nostra strada: basta chiudere gli occhi, tappare le orecchie e focalizzarsi su quello che si vuole fare, per il bene proprio e delle altre persone. Il nostro cuore ama, e il nostro cuore sa 🙂 .

Un abbraccio,

Mattia

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