Expecto Patronum!

Patronum

Nel libro «Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban» compaiono dei nuovi personaggi, che si chiamano Dissennatori. Sono le guardie della più grande prigione dei maghi: Azkaban. Questi esseri magici hanno una capacità molto particolare: si nutrono dei bei ricordi delle persone con le quali entrano a contatto, richiamando nelle loro menti i momenti più brutti. Quando qualcuno si trova vicino ad un Dissennatore, ha l’impressione che non potrà mai più essere felice, e sente dentro di sé una profonda sensazione di freddezza.

Il professor Lupin decide di insegnare da Harry Potter un incantesimo che possa aiutarlo nel contrastare i Dissennatori. Questa magia si chiama Incanto Patronus, e funziona nel seguente modo. Per evocare un protettore bisogna focalizzarsi e immergersi pienamente in un ricordo bellissimo, per poi pronunciare ad alta voce: Expecto Patronum! In questo modo dalla bacchetta del mago esce una figura bianca, della forma di un animale, che mette in fuga le guardie di Azkaban. Il risultato della magia si frappone tra il mago e i Dissennatori, come una barriera, e fa in modo che questi ultimi non si nutrano più dei bei ricordi del mago stesso.

A pensarci bene, a volte la nostra chimica neuronale si comporta come i Dissennatori. Proprio così. Quando ci troviamo in uno stato mentale depotenziante abbiamo spesso l’impressione che tutto vada male. Vediamo il lato improduttivo di quanto ci accade, e tutte le nostre potenzialità e risorse vengono oscurate alla nostra percezione. È come se indossassimo un paio di spessi occhiali scuri, che ci isolano dalla luce del Sole e che ci fanno vedere tutto più tenebroso di quanto sia in realtà.

Harry Potter ha una bacchetta magica, e noi no. Nulla ci impedisce però di far avvenire l’Incanto Patronus nella nostre mente. Nulla ci vieta di richiamare un ricordo talmente forte e talmente bello da spazzare vie le nuvole e da far filtrare la luce del Sole nei nostri pensieri. Nei momenti in cui le tenebre sembrano assediarci, possiamo sentirci meglio focalizzando la nostra attenzione sui nostri ricordi più belli, e rivivendoli a pieno.

Magico, il potere del cervello umano 🙂 !

Un abbraccio,

Mattia

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