Albus Silente (parte 2)

Nella giornata di ieri ho ultimato la ri-lettura dei sette libri della saga di Harry Potter. Mi stupisco sempre maggiormente di come tali racconti possano essere trovati, nei negozi di libri, all’interno della sezione per bambini. I bambini e i giovani ragazzi possono ovviamente apprendere molto dalla lettura di questa bellissima storia, e probabilmente ancora di più possono imparare gli adulti.

In questo blog ho già scritto alcune delle frasi più famose di un importante personaggio della saga: Albus Silente, mago dalle incredibili capacità e uomo assai saggio. Puoi trovare l’articolo che avevo già scritto a proposito cliccando qui. Proseguiamo oggi con nuove perle di saggezza di questo grande stregone, che nella sua umiltà e con la sua sapienza insegna molto.

Albus

  1. In verità, l’incapacità di capire che esistono cose assai peggiori della morte è sempre stata la tua più grande debolezza. Questa è la frase che Albus Silente rivolge a Lord Voldemort, potente mago oscuro, prima del loro duello. È una frase che fa riflettere e pensare profondamente. Molti di noi dimenticano di vivere perché si preoccupano di come potrebbe finire questa avventura chiamata vita. Quello che conta nella vita di una persona è vivere in coerenza con i propri valori e indirizzare il proprio percorso in modo da allinearlo con quanto vogliamo donare al mondo. L’uomo che vive coerentemente con chi vuole essere non teme la morte, e al momento opportuno la accoglie come amica.
  2. Non devi vergognarti di quello che provi. Anzi, poter provare un dolore così grande è la tua vera forza. Albus Silente si rivolge così a Harry Potter, in un momento molto buio e difficile per il ragazzo. Nel dire questa frase ricorda a tutti noi una cosa importante: le nostre emozioni esistono per un motivo, e il loro ruolo è quello che noi decidiamo di dare loro. Tristezza, dolore e solitudine ci permettono di essere empatici. Tutti noi li conosciamo, tutti noi li abbiamo vissuti, e quando parliamo possiamo così capirci e comunicare realmente. Di fronte a queste emozioni, possiamo decidere di farci travolgere o possiamo tramutarle in nostre alleate. Possiamo ascoltarle, e capire cosa vogliono dirci e come vogliono aiutarci, per avere così dei compagni di viaggio che non avremmo senza un po’ di sofferenza. È meraviglioso imparare nella gioia, e allo stesso tempo non si può negare che dai momenti bui possano essere ricavate le luci più splendenti.
  3. È l’ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient’altro. Questa frase, che contiene come argomento la morte e il buio, può a mio parere essere opportunamente generalizzata a tutto quello che temiamo e che non conosciamo. La morte e il buio ci spaventano perché ci troviamo di fronte a qualcosa che non possiamo vedere o comprendere a pieno, e siamo quindi impauriti dalla nostra costruzione mentale della morte e del buio. Quante altre volte nelle nostre vite ci abbandoniamo alle nostre preoccupazioni, e quante altre volte quello di cui ci preoccupavamo è successo realmente e in modo uguale a come pensavamo? Tendiamo a preoccuparci troppo e ad ingigantire ed esasperare quello che ci spaventa. In questo modo non abbiamo paura di quello che è, ma di quello che pensiamo che sia. E c’è una grande differenza, della quale spesso non abbiamo consapevolezza.

Scriverò un altro articolo su questo grande mago. In attesa, godiamoci questi grandi spunti riflessivi e implementiamoli nelle nostre vite 🙂 .

Un abbraccio,

Mattia

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