Quanto tempo ti preoccupi?

Homer

Se ti chiedessero qual è il passatempo più diffuso nella popolazione italiana, cosa risponderesti? In Italia vanno forte moltissimi sport: calcio, tennis, nuoto, danza, chi più ne ha più ne metta. Tra gli hobby c’è chi preferisce dedicarsi dal giardinaggio, chi ama collezionare francobolli e chi adora fare passeggiate con il proprio cane. Tra tutti gli sport e gli hobby citati, manca però un’attività ampiamente praticata e condivisa da una grandissima percentuale della popolazione: preoccuparsi.

A ciascuno di noi è capitato di preoccuparsi per qualcosa, che sia il compito in classe da affrontare, quella importante chiamata da fare o l’incontro con una persona. Ciascuno di noi, nella propria vita, ha vissuto la tendenza a viaggiare nel futuro con la propria mente, per immaginare i possibili scenari di qualche attività.

Il lettore deve sapere che, chi scrive l’articolo, in passato avrebbe potuto vincere competizioni nazionali di questa disciplina, e anche adesso a volte parte al galoppo con la propria mente per immaginare scenari non utili e non produttivi. Sono umano e ritengo meraviglioso esserlo: ogni errore mi da la possibilità di pensare a qualcosa di nuovo da fare, che sia più utile al mio benessere. Non contano i limiti che percepiamo ora: contano piuttosto i confini che siamo decisi a superare, e finché siamo disposti a rialzarci e a camminare c’è sempre speranza.

Ho qui vicino a me una calcolatrice, per fare un rapido conto. Ammettiamo che una persona si preoccupi per 15 minuti al giorno. In un anno non bisestile, questa persona si sarà preoccupata per 5475 minuti, equivalenti a 91 ore e 15 minuti. In 70 anni non bisestili, questa persona si sarà preoccupata per 383250 minuti, equivalenti a 6387 ore e 30 minuti, che sono a loro volta equivalenti a circa 266 giorni. In poche parole, ammettendo di preoccuparci per 15 minuti al giorno (ipotesi a mio parere ampiamente rosea), è come se prendessimo circa un anno della nostra vita e lo dedicassimo alla sola attività della preoccupazione, senza mangiare, dormire, lavarci e fare altre cose. E non ho considerato i giorni in più degli anni bisestili! È questo che vogliamo?

È il momento di concentrarci sulla soluzione. Come possiamo utilizzare il nostro cervello in modo più funzionale, in relazione agli eventi futuri? Ecco alcuni spunti riflessivi molto utili:

  • Pensare improduttivamente al futuro toglie potere a quello che puoi fare ORA. Se utilizziamo la nostra mente per continuare a pensare a come andrà qualcosa nel futuro, indirizziamo energie mentali su un percorso che non possiamo controllare, perché perdiamo di vista l’unico momento che conta: adesso. Si raggiunge il futuro con continui passi fatti nel presente, ed è proprio nel presente che possiamo agire e cambiare la situazione. Se la nostra mente vive nel futuro in modo non produttivo, perdiamo di vista quello che possiamo fare ora per indirizzarci verso il futuro dei nostri sogni. Poniamo noi stessi in balia degli eventi, se distogliamo la mente dal presente e da quello che possiamo fare per influire positivamente sulla situazione.
  • Sei il padrone della tua mente. Se indirizzi i tuoi pensieri in una direzione che non ti è di aiuto, fermati. Poniti delle domande che ti aiutano a percepire la faccenda da una prospettiva diversa. Alcune domande molto utili possono essere: «Quanto mi è utile continuare a preoccuparmi di …?», «Come mi sentirò ad affrontare questo evento continuando a preoccuparmi ora?», «Quante bellissime occasioni e attività mi sto perdendo utilizzando il mio tempo a preoccuparmi?», «Cosa posso fare ORA per influire positivamente su questo evento di cui mi sto preoccupando?». Queste domande (e altre che puoi ideare tu stesso) ti aiuteranno a rimanere maggiormente focalizzato nel momento presente.
  • Sviluppa piani di azione. Nella precedente riflessione c’è una domanda di fondamentale importanza: «Cosa posso fare ORA per influire positivamente su questo evento di cui mi sto preoccupando?». Questa domanda è magica, perché permette di ricondurre la propria attenzione al proprio comportamento nel momento presente, che si può controllare. Dunque, pensando alla situazione futura, esamina tutti quegli aspetti che sono sotto il tuo controllo, e creati un piano di azione che ti permetta di arrivare alla situazione futura avendo fatto tutto quello che era in tuo potere per farla andare al meglio.

Il tempo che abbiamo è limitato. Il modo in cui decidiamo di investire questo tempo fa la differenza, e le preoccupazioni spesso ci allontanano da chi vogliamo essere nelle nostre vite.

Un abbraccio,

Mattia

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