5 spunti per apprendere con gioia e passione

Caro lettore, ci siamo. Oramai gran parte dei ragazzi italiani è tornata a scuola, e a breve riprenderanno anche i percorsi universitari. Inizia un nuovo e promettente anno accademico, nel quale le menti di molti studenti impareranno nuovi concetti e fronteggeranno nuove sfide.

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Indipendentemente dal percorso scelto, quello che nello studio conta è l’atteggiamento. Eh si. Oggi più che mai possiamo e dobbiamo percepire la scuola in modo nuovo, in modo tale che l’apprendimento non sia finalizzato a fare una verifica o un esame, ma sia piuttosto orientato ad acquisire competenze e a divertirsi mentre lo si fa.

Apprendimento e divertimento devono andare di pari passo. Con la gioia e con le risate si impara molto di più, e soprattutto si vedono aspetti delle materie che prima giacevano sotto una patina di noia. Dunque, come ci si può divertire sempre di più mentre si studia?

  1. Studia per TE, non per gli esami o le verifiche. Conosco piuttosto bene i ritmi di studio che caratterizzano i percorsi scolastici e universitari. C’è un notevole materiale conoscitivo da acquisire, e spesso in tempi ristretti. In questo modo si rischia di studiare per la verifica o per l’esame. A mio parere, il tutto può essere vissuto con un paradigma nuovo, che pone al centro lo studente e non le prove da fronteggiare. Invece che dire «Devo studiare per l’esame», possiamo imparare a dire «Voglio studiare per me stesso/a, e poi le conoscenze e le competenze che acquisirò mi saranno utili a superare la verifica o l’interrogazione». Con questo nuovo paradigma percettivo è lo studente ad essere al centro del proprio percorso. Se pensiamo solamente a verifiche e interrogazioni, sembra che il nostro studio sia finalizzato a scrivere su un foglio e a ritirarlo con un numero rosso scritto sopra.
  2. Tu e i tuoi voti siete due cose DIVERSE. Questo vale sia che tu abbia tutti 10 che tu abbia tutti 2. E se hai tutti 6, vale anche in quel caso. Le valutazioni sono un sistema (teoricamente) oggettivo per quantificare la performance di un determinato studente in un determinato ambito della conoscenza. In questa definizione si parla di performance, di comportamento. E, nella vita come nello studio, è di fondamentale importanza non proiettare improduttivamente le proprie azioni sulla propria identità. Se hai conseguito degli ottimi voti è ottimo che tu ti senta orgoglioso di te, ed è anche bene che tu tenga a mente che quei numeri NON sono te. Tu sei molto di più di quei numeri: sei pieno potenziale, e tali cifre devono esserti da indicatore del fatto che stai studiando in modo utile all’apprendimento. È bene che la tua motivazione non risieda nell’apprendere per confermare quei numeri, quanto piuttosto nell’imparare per crescere e conoscere. Se le tue valutazioni non sono all’altezza del tuo impegno, è un buon momento in cui puoi imparare a fare qualcosa di diverso. Ribadisco: il fatto che quei numeri non siano congruenti con il tuo impegno vuol dire che stai utilizzando un metodo di studio improduttivo, NON che tu non sia capace o che tu non sia portato. Se qualcuno dovesse dirti che non sei portato o che non sei capace, ringrazialo per il suo feedback e poi svuota la tua testa da quella spazzatura linguistica.
  3. Gestisci il tempo! A volte lo studio si trasforma in una nuotata tra incombenze temporali: «Oggi devo assolutamente studiare Biologia perché giovedì interroga, e venerdì ho la verifica di Matematica. Nooo, sabato ha piazzato l’interrogazione di Filosofia!». Scene di questa tipologia sono all’ordine del giorno nelle scuole italiane. Studiare focalizzandosi solamente sulle scadenze temporali ha una scarsa utilità. Bisogna certamente tenerne conto: si può imparare a studiare divertendosi e rispettando in contemporanea le date d’esame. Come? La chiave è la gestione temporale. Organizza il tuo studio nel tempo in modo tale che ti permetta di arrivare preparato alle varie prove e di goderti ogni giorno della tua vita. Esistono anche gli hobby e altre cose oltre allo studio, ed è bene gioirne.
  4. Effettua delle ricerche personali. L’impostazione della scuola italiana è spesso molto teorica. Vengono affrontati una serie di argomenti la cui utilità o la cui applicazione non sono a volte ben chiare. In tal caso, effettua delle ricerche extra. Sono un investimento temporale, ampiamente ripagato dal fatto che stai aggiungendo interesse e divertimento a quanto studi. Tutto questo ti permette di ricordare meglio i vari argomenti e di spiegarli con maggiore disinvoltura.
  5. Poniti domande! Questa è, a mio parere, la chiave dello studio efficace. Dare risposte è un’ottima cosa, e molto importante per applicazioni pratiche. È altrettanto importante (se non di più) farsi domande, perché sono proprio delle domande ben poste che ti permettono di creare delle nuove connessioni neuronali e di collegare tra di loro argomenti che prima sembravano svincolati. È poco produttivo studiare i vari argomenti a compartimenti stagni, senza che si parlino tra di loro. Trova delle connessioni, e chiediti come quello che hai studiato influenzi qualcos’altro che hai appreso. È più divertente trovare risposte e creare nuovi collegamenti, piuttosto che ripetere quello che c’è scritto sul libro!

Auguri per il tuo percorso di studi 🙂 ! Che sia ricco e soddisfacente!

Un abbraccio,

Mattia

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