Il caso Wikipedia come emblema dello spostamento di responsabilità

In questi giorni Wikipedia sta promuovendo una raccolta fondi, per fare in modo di continuare ad erogare liberamente i suoi servizi durante il prossimo anno.

Wikipedia

Tutti noi conosciamo Wikipedia: è sicuramente capitato a ciascun marinaio del web di cercare delle informazioni in merito a qualcosa e di trovarle proprio su questa pagina. C’è un po’ di tutto: che si cerchino informazioni sulla quantomeccanica molecolare o sulle vicende di Spiderman, il sito ha sempre le risposte pronte. La mission della Wikimedia Foundation è infatti proprio quella di «costruire la più ampia ed accessibile fonte di conoscenza del mondo».

Eppure, come tante realtà gratuite di condivisione di conoscenza, Wikipedia arranca. Fa fatica ogni anno ad accumulare la cifra necessaria a mantenere la sua indipendenza e a non dover ricorrere alla presenza di pubblicità nelle pagine di ricerca. Se vai sul sito web nel periodo della campagna di raccolta fondi, puoi leggere che «solo pochissimi dei nostri lettori ci sostengono», e che «se tutti coloro che leggono questo annuncio donassero 2 € la nostra raccolta fondi sarebbe completata in una sola ora». Stiamo parlando di una raccolta fondi annuale, non mensile o settimanale.

Eppure, dati alla mano, molte persone preferiscono bersi qualche caffè in più piuttosto che donarne l’equivalente monetario ad una realtà che promuove gratuitamente la condivisione di conoscenza, che è uno dei beni più preziosi. Dalla mia prospettiva, questi fatti sono ben compatibili ad un meccanismo sociale piuttosto diffuso, ossia quello dello “spostamento di responsabilità”.

Questo meccanismo conduce gli esseri umani a non percepire la loro diretta influenza in meccanismi che avvengono complessivamente a una scala più ampia di quella delle loro azioni. «Cosa c’entro io con il surriscaldamento globale?», «Perché dovrei ridurre il mio consumo di carne? Tanto le mucche le ammazzano lo stesso». In fenomeni di interesse a livello globale, spesso risulta non facile percepire l’influenza diretta delle proprie azioni su quello che accade. Condanniamo le guerre e la violenza e spesso comunichiamo in modo violento con le persone che ci stanno più care. Parliamo di cambiamento e spesso aspettiamo che siano gli altri a cambiare, senza prima cambiare noi stessi. Ci piace leggere le notizie su Wikipedia, e se questa chiudesse grideremmo allo scandalo e alla soppressione dell’informazione libera, quando non avremmo saputo rinunciare all’acquisto di qualche caffè per aiutare noi stessi l’esistenza di questa realtà.

Perché succede questo? La risposta è: risulta più facile incriminare le azioni altrui piuttosto che pensare alla coerenza delle proprie. È più facile lamentarsi piuttosto che cambiare. È più facile lasciare il controllo del destino del pianeta a cause che non dipendono da noi, piuttosto che vederci come diretti responsabili della qualità della realtà che ci circonda.

Albus Silente, personaggio della saga di Harry Potter, dice: «Presto dovremo affrontare la scelta fra ciò che è giusto e ciò che è facile». Cosa vogliamo scegliere?

Un abbraccio,

Mattia

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