Le tre carte

Le storie sono magiche. In ogni racconto si celano misteri, miracoli, meraviglie, e ogni racconto ci permette di sognare.

Questo racconto parla di una grande città, che può essere definita grande solo ora: sicuramente non lo era quando è nata. Ai suoi albori, più che di grande città si poteva parlare di un piccolo villaggio, che viveva dei suoi prodotti e del proprio mercato interno. I contatti con i villaggi vicini e gli scambi di merci hanno permesso alla città di crescere sempre di più, fino a diventare una capitale dello scambio di beni preziosi.

La tranquillità del paesino ha gradualmente ceduto posto all’intreccio dei mercati interni. I ritmi sono sempre più aumentati, tanto da indurre gli abitanti a immergersi nel commercio e a togliere tempo ad attività che li rilassavano e che favorissero l’adesione comunitaria. Il re della città, preoccupato della poca armonia che percepiva tra gli abitanti, decide di mandare dei cittadini alla ricerca di consigli.

Sun

I cittadini escono dalla città, e trovano in un villaggio vicino un anziano uomo, che emana un profondo senso di pace interiore. Gli chiedono se può donare i suoi consigli al re della città, e l’uomo accetta volentieri di seguirli.

Il sovrano della città, che sente ardere dentro sé il desiderio di conoscere i segreti del vecchio, lo interroga e gli chiede cosa gli conferisca un così profondo senso di pace. L’anziano uomo mette una mano nella sua tasca e ne estrae tre carte.

Il re rimane inizialmente allibito, e si chiede come tre carte possano aiutare quell’uomo a vivere con serenità. Gli chiede quindi maggiori dettagli, e il vecchio risponde:

«Su queste tre carte sono riportate tre diverse domande. La prima di queste domande è: a cosa ti stai aggrappando? Questa domanda mi ricorda una cosa molto importante: se in un momento non sono sereno è perché mi sto attaccando a dei miei pensieri, ritenendoli veri e non frutto della mia percezione. Mi aiuta quindi a vedere i pensieri come tali, e a non credere per vere connessioni che nascono solo dalle mie elucubrazioni mentali. Mi aiuta inoltre a comprendere come il cambiamento sia una costante, e che è bene che io navighi armoniosamente in esso piuttosto che oppormici. La seconda domanda è: stai amando ora? Questa domanda mi ricorda cosa è importante nella mia vita. Mi aiuta a lasciar andare i rancori del passato, ad accettarmi e a vivere il momento presente nella luce dell’amore, affinché io possa gustarlo a pieno. La terza domanda è: stai vivendo ora con curiosità e stupore? Questa domanda mi aiuta a ricordare che tutto quello che ci circonda è un miracolo, del quale è bene che io sia sempre grato. Mi aiuta a vivere una vita basata sul ringraziamento e sul desiderio di capire sempre di più il funzionamento delle meraviglie che percepisco.»

Il sovrano ringrazia il vecchio saggio, con nuove consapevolezze, pronto a portare nella propria vita e in quella del suo popolo una maggiore armonia e una serenità basata su una profonda connessione con il momento presente.

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