L’alba

La porta del bar si socchiuse dolcemente. In quella notte la porta aveva lavorato molto: apriti, chiuditi, spalancati, per vedersi attraversare da volti conosciuti e da visi ignoti. Quell’ultimo suo movimento, quella chiusura dolce, segnava l’uscita dal bar dell’ultimo cliente.

La porta non aveva studiato a scuola: l’unica sua maestra era la Natura, che ben fece crescere il maestoso albero da cui fu ricavata. La porta non seppe quindi dire se tal cliente, che tanto armoniosamente l’aveva chiusa alle sue spalle, fosse uomo o donna. Non ne seppe neanche dire l’età, men che meno descrivere i suoi lineamenti fisici. Poté solo percepire il suo allontanamento, e l’affievolirsi della calda sensazione della sua mano che si staccava dalla maniglia.

L’ultimo cliente del bar si ritrovò così in mezzo alla strada. Era una notte d’estate, nei pressi di una meravigliosa località marina. Sentì il vento caldo accarezzare la sua pelle; assaporò l’aroma salato del mare e il profumo delle dolci brioches appena sfornate nella vicina pasticceria. Udì lontano il verso di un gabbiano. Tra queste sensazioni familiari, l’ultimo cliente del bar camminava, ricordando i medesimi suoni e gli stessi profumi che avevano caratterizzato la sua infanzia.

I passi si susseguirono rapidamente, e culminarono nella soffice sensazione della sabbia notturna. Le luci artificiali illuminavano quella profonda distesa di morbida e setosa sabbia, così rovente nelle giornate di Sole e così sola nel buio della notte. A ben pensarci la sua solitudine era addolcita dalla luce della Luna, che illuminandola si fondeva con essa e creava così una bianca distesa, che tanto ispirava i poeti e i sognatori.

L’ultimo cliente del bar decise di sedersi sulla sabbia, e di attendere l’alba. L’alba era la sua musa ispiratrice, perché gli ricordava molte cose. Tra i vari ricordi, percepiva sempre una profonda sensazione di speranza e di armonia.

Alba

Quella speranza e quella armonia dettate dalla consapevolezza che, comunque vadano le cose, ogni giorno il Sole sorge, e ogni giorno può essere vissuto in modo nuovo e ricco.

Quella speranza e quell’armonia che gli ricordavano di essere l’artista del dipinto della propria vita, e che poteva dunque sceglierne linee, colori e sfumature.

Quella speranza e quell’armonia che gli ricordavano di essere il compositore della propria sinfonia, e che poteva sceglierne tempi, note e timbri.

Così, in mezzo alla notte, il Sole sorse, donando i suoi primi raggi alla distesa marina. Un nuovo giorno era iniziato: un giorno meraviglioso per creare ed essere creati.

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