Shrek

Shrek

Oggi, per la categoria «Gli insegnamenti dei Maestri», ti parlo di un bellissimo cartone animato: Shrek.

Personalmente lo ritengo uno dei cartoni animati più educativi ed interessanti. Sai perché? Perché ci permette di ricongiungerci con le nostre identità e con le nostre imperfezioni. Ci permette di capire che quello che conta è essere noi stessi, anche in contesti in cui questo è poco incoraggiato e in una società in cui la standardizzazione è la norma.

Shrek, orco pauroso e puzzolente, viene incaricato da Lord Farquaad di andare a salvare la bellissima principessa Fiona, prigioniera nella più alta torre di un castello protetto da un drago. I piani dovrebbero essere: Shrek porta Fiona da Lord Farquaad, i due si sposano, vivono felici e contenti e Shrek torna nella sua amata palude. Nel frattempo accadono eventi inattesi: Shrek si innamora di Fiona, Fiona si innamora di Shrek, e il tutto è condito da potente incantesimo, che trasforma nelle ore notturne Fiona in un’orchessa. Questo potente incantesimo può essere spezzato solamente dal primo bacio di vero amore.

Beh, per cosa tiferebbero gli amanti del bello e del lieto fine, gli amanti del «vissero felici e contenti»? Probabilmente per quello che i piani dovrebbero essere, ossia un felice amore tra re e regina e un ritorno alla palude del rozzo orco.

Invece, trionfa l’amore tra Shrek e Fiona. Al loro bacio l’incantesimo viene spezzato. Piccolo dettaglio: Fiona, invece che abbandonare il suo aspetto notturno da orchessa, lo estende all’intera giornata e mette dunque da parte la sua forma umana.

Nooooo! Una principessa immensamente gnocca, che potrebbe vivere in un meraviglioso castello con un re, si trasforma perennemente in un’orchessa e va a vivere in una palude, tra rutti e candele fatte con cerume? Ebbene sì, questa è la sua scelta, ed è la scelta che la rende felice. È una scelta che mette da parte gli standard, e che fa abbracciare a Fiona una vita fatta non di quello che dovrebbe essere, ma di quello che lei desidera che sia. È una scelta che viene dal cuore, e una scelta che tanto ricorda quanto l’essenziale sia invisibile all’occhio.

Qual è la tua scelta? Quello che fai ti scalda il cuore? Agisci secondo quello che gli altri si aspettano da te, o agisci secondo quello che è per te importante?

A presto!

Mattia

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