Abitudini: come funzionano

Sono abitudinario, leggo la targhetta sopra l’ascensore: qual è la capienza, quanti chili porta poi si apre la porta e non lo so già più.

Con queste parole inizia la canzone «Nubi di ieri sul nostro domani odierno», di Elio e le Storie Tese. Parole che a mio parere sono un interessante incipit per l’argomento di oggi: l’abitudine.

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L’abitudine. Se mi dovessero chiedere qual è una delle più straordinarie caratteristiche dell’essere umano, risponderei la sua capacità di sviluppare abitudini produttive e di rinnovarle costantemente. Se mi dovessero chiedere cosa può indurre più difficoltà nella vita dell’uomo, risponderei il cristallizzarsi in abitudini improduttive e l’impedire a se stessi di percepire «il nuovo».

L’abitudine: immenso potere, che può essere utilizzato per diversi scopi. Man mano che ripetiamo delle azioni, le reti neurali ad esse dedicate diventano più efficienti e ci permettono di agire con più profitto. Risparmiamo zuccheri preziosi, e riusciamo a fare le stesse cose in meno tempo e con maggiore qualità.

Se inizio a mangiarmi le unghie e il mio cervello associa una gratificazione/la soddisfazione di un’intenzione positiva a tale azione (ad esempio la riduzione dello stress), il mangiarmi le unghie può diventare un’abitudine.

Se una coppia dedica del tempo ogni sera al dialogo e tale tempo fa sentire compresi entrambi i partner, può nascere un’abitudine che introduce maggiore benessere nella vita di coppia.

Charles Duhigg, nel suo meraviglioso libro «Il potere delle abitudini», mostra la struttura di base che caratterizza la maggior parte dei comportamenti abitudinari.

Abitudine

Ogni abitudine tende ad iniziare con un segnale, esterno o interno. Può essere ad esempio la vista di qualcosa, l’aroma di qualche cibo o profumo che ci piace, qualche parola che udiamo o ci diciamo o qualche sensazione. Il segnale fa scattare la routine, che consiste nel comportamento abitudinario. Mettiamo in atto qualche azione che abbiamo associato al segnale di partenza. Al termine della routine sentiamo un senso di gratificazione, associato alla soddisfazione del bisogno che sorregge l’intero comportamento abitudinario.

Questa è la struttura delle abitudini, ossia il modo in cui tendono a costruirsi nel tempo. Il contenuto delle abitudini può essere diverso, ed è proprio questo contenuto che può fare la differenza nelle nostre vite. Le abitudini possono dare luogo a dei circoli virtuosi o a dei circoli viziosi, a seconda se le routine che mettiamo in atto ci mettono in condizione di arricchire le nostre vite o di impoverirle.

Una parola chiave, per quanto riguarda le abitudini, è a mio parere proattività. Proattività significa essere gli artefici delle proprie abitudini e dare loro la direzione che desideriamo, piuttosto che permettere che siano loro a dirigere le nostre vite.

Ti propongo una sfida divertente: esamina le abitudini che hai sviluppato. Scopri i segnali che tendono ad attivarle, le routine che metti in atto e i bisogni che ne stanno alla base. Scopri come le tue abitudini stanno influenzando la tua vita: ti rendono gioioso o ti allontanano da chi desideri essere?

Nel prossimo articolo vedremo degli spunti interessanti per costruire nuove abitudini produttive!

A presto!

Mattia

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