L’illusione di avere risposte

Ci orientiamo nella realtà sulla base dei modelli che ci costruiamo. Facendo esperienza del mondo, troviamo il nostro personale modo di descrivere il mondo stesso: un modo che ci guida nelle azioni quotidiane e che influisce sul nostro comportamento.

Visto che si parla di modello, è sempre bene tenere a mente la sostanziale ed imprescindibile inaccuratezza del modello stesso. In altri termini, nulla di quello in cui crediamo è vero o falso: semplicemente, è più o meno utile per orientarci nella realtà quotidiana.

La storia ci ha insegnato che esistono una serie di principi che possono fare da fondamento alla felicità e alla pacifica convivenza umana. Sto parlando dell’amore, della compassione, della fratellanza, e di tutti quei valori che distolgono dalle proprie gabbie cognitive e predispongono al dialogo.

Al di fuori di questa serie di principi, ben collaudati e la cui funzionalità è ampiamente dimostrata, secondo il parere di chi scrive non esistono risposte fisse. Chiunque pensa di avere più risposte che domande, diventa schiavo di una presunta certezza che confina il possibile in una comoda sicurezza.

In fondo, di comodità si tratta. Farsi domande richiede impegno. Richiede nuove energie, e richiede di uscire dai nostri schemi per abbracciare l’ignoto. Un ignoto che a volte spaventa, in quanto lontano da quanto conosciamo.

Viviamo nei confini delle parole che scegliamo di usare. Confini che possiamo ampliare, aggiornare, affinché l’amore pervada le nostre giornate. Confini che possiamo trasformare in gabbie, se pensiamo che le parole rappresentino i significati che decidiamo di attribuirle.

È tempo di renderci conto che non conosciamo nulla, che la nostra ignoranza è immensamente più sconfinata della nostra certezza. È tempo di prendere in mano un nuovo vocabolario. Non uno pieno di parole, ma uno pieno di pagine bianche in cui scrivere le nostre, di parole. Un nuovo vocabolario in cui scrivere a matita i significati che vogliamo attribuire a quello che viviamo, affinché il benessere di tutti sia tenuto in considerazione.

È tempo di vivere nel mare dell’ignoto, assaporando aria fresca ad ogni bracciata, piuttosto che rimanere nella comoda nave che solca il fiume della certezza.

È tempo di osare. È tempo di credere, ed è tempo di sperare.

Mattia

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