Problemi nella vita: stato gassoso o stato liquido?

Ritorniamo sui banchi di scuola. Alle elementari, per spiegarci la differenza tra stato gassoso e stato liquido, l’insegnante ha probabilmente messo in rilievo il differente comportamento volumetrico di questi due stati della materia.

Allo stato gassoso non piacciono i confini: tende ad espandersi fino ad occupare tutto il volume che ha a disposizione. Lo stato liquido invece, sebbene possa mutar forma, tende a mantenere il suo volume costante: semplicemente si adatta al contenitore nel quale viene inserito.

Scorgo un’analogia con la percezione umana dei problemi. Ti faccio subito un esempio. Ammettiamo che tu percepisca, in questo momento della tua vita, due diverse sfide: chiamiamole A e B. Ammettiamo inoltre che, secondo la tua percezione, al momento attuale A abbia un impatto maggiore di B.

Cosa succede quando risolvi la sfida A? Con alta probabilità, il tuo focus si sposta maggiormente sulla sfida B e la percepisci in modo diverso da prima. In altre parole, quello che prima era percepito come “problema minore”, adesso incrementa il suo “volume” ed è più frequentemente tra i tuoi pensieri.

Questo meccanismo è analogo a quando percepisci del dolore in una parte del corpo. In questi casi qualcuno, scherzosamente, consiglia di procurarsi un dolore maggiore in un’altra parte del corpo, così il primo sembra che svanisca.

Caspita! Se i problemi si espandono e subentrano nel nostro focus, qualsiasi sia la loro entità, ci sembrano spesso giganti! Non che loro lo siano in realtà e di per sé; come dice Richard Bandler, non esistono problemi senza esseri umani che li percepiscano. Dunque, è tempo di una transizione di fase. Se in Natura possiamo passare da stato gassoso a liquido modificando le condizioni di temperatura e pressione, nel nostro cervello possiamo intervenire sul “volume” dei problemi modificando la nostra percezione.

Siamo noi a decidere che spazio dare alle sfide e con che atteggiamento affrontarle. Spesso non possiamo decidere che sfide affrontare, in quanto sono scelte da quella grande consigliera che è la vita. Eppure, abbiamo un enorme potere: quello di scegliere come percepire le sfide che affrontiamo. In questo risiede la più grande forza dell’essere umano: la scelta.

Quando affronti una sfida, renditi conto che la sua esistenza è associata alla tua percezione. Cambia punti di vista. Chiediti come altre persone vedrebbero la stessa sfida. Chiediti come la vedresti, tra dieci anni. Insomma, esaminala da differenti punti di vista.

Vedrai che, con il dono della prospettiva, sarai tu a scegliere il volume della sfida che percepisci 🙂

A presto,

Mattia

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