Essere te è meglio di essere perfetto/a

Adoro osservare il comportamento umano. A volte, quando sono sul treno, guardo le persone. Tra sorrisi e occhiate del tipo “cazzo hai da guardare?”, penso alle meraviglie che le caratterizzano.

«Si vede bene soltanto col cuore. L’essenziale è invisibile all’occhio», dice la volpe al Piccolo Principe. Noi, che solitamente cacciamo le volpi e non ascoltiamo i bambini (nel timore che possano insegnarci nuovamente la fantasia), a volte dimentichiamo questo concetto. Invece che concentrarci sull’essenziale ci focalizziamo sul visibile. Eppure, cosa c’è oltre gli occhiali a specchio e lo spesso strato di mascara? Cosa c’è oltre l’iPhone e l’ostentazione di importanza e di sicurezza?

La risposta più generica che mi sembra di poter dare è: una persona alla ricerca della propria strada per la felicità. Una strada fatta di errori, di cadute, di momenti indimenticabili e di baci sotto alle stelle. Un percorso di meraviglie, di delusioni, di fuga e di apprendimento, in cui si cerca di abbracciare se stessi e ritrovarsi ogni giorno.

A volte mi sento preoccupato per l’importanza che viene data alla “perfezione”. Nella nostra mente costruiamo spesso una serie di criteri con i quali valutiamo la realtà. Se un determinato aspetto della realtà è compatibile con i nostri criteri ce ne compiacciamo, altrimenti giudichiamo ed esprimiamo il nostro esserne contrari.

Insomma, percepiamo la realtà come un qualcosa che debba soddisfare le nostre idee su come il mondo dovrebbe essere, senza renderci conto che la realtà è molto più dei nostri capricci basati sull’eterea impressione di poterla comprendere.

Di criteri, assai frequentemente, ne abbiamo anche riguardo a noi stessi. Molte persone giudicano se stesse, privandosi dell’amicizia più importante: quella con la loro unicità. Un’unicità distante dalla perfezione, ma che proprio per questo è bella da coltivare e da far crescere, giorno dopo giorno. Una crescita basata sull’accettazione di chi si è, e sulla consapevolezza che abbiamo la possibilità di pensare noi stessi.

Esatto. Come dice Vito Mancuso, nell’interessantissimo libro “Il coraggio di essere liberi”, noi abbiamo la possibilità di pensarci. Possiamo andare oltre i limiti del nostro Ego, spesso costruito su definizioni di altre persone. Possiamo prendere i mano la matita e sentirci liberi di disegnare. Calcare un po’ più una linea, sfumare maggiormente un particolare e seguire l’onda della nostra ispirazione. Un’ispirazione che spesso ci conduce a sentire la nostra connessione con il tutto.

Se pensi di dover essere perfetto/a, ricorda che la cosa più importante è essere te. Un te che hai il potere di pensare e plasmare sulla base dei tuoi valori. Un te con innumerevoli forze e altrettante debolezze, che ogni giorno ti faranno imparare qualcosa di nuovo 🙂

A presto,

Mattia

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