Pensare te stesso/a

Vito Mancuso, nel suo meraviglioso libro «Il coraggio di essere liberi», introduce un’importante differenza: quella tra il «pensare se stessi» e il «pensare a se stessi».

Secondo l’autore è comunissimo pensare a noi stessi, in una totale identificazione con l’Ego che ci siamo costruiti nel corso degli anni. La somma delle esperienze della nostra vita, insieme al modo in cui le abbiamo interpretate e al nostro patrimonio genetico, costruisce le nostra mappa del mondo. Una mappa per nulla veritiera, in quanto modello di una realtà che non si può conoscere direttamente. Eppure, è proprio con questo modello non veritiero che quotidianamente ci orientiamo nel mondo.

In quanto il modello è per definizione falso (non ha esatta sovrapposizione con la realtà che tenta di descrivere), il metro di valutazione del modello diventa l’utilità. In che senso utilità?

Semplice: il modo in cui percepisci il mondo aiuta te e gli altri ad essere gioiosi e in armonia con l’ambiente? È nella risposta a questa domanda che risiede il concetto di “pensare se stessi”.

Invece che pensare a noi, possiamo sfuggire dalle morse del nostro Ego e definirlo nuovamente da una prospettiva esterna: possiamo pensare noi stessi. È così che diventiamo contemporaneamente soggetto e complemento oggetto della nostra attività mentale, creatori del modo in cui vogliamo definirci. Possiamo scegliere i nostri valori e trovare azioni per perseguirli. Possiamo donare un sorriso nei momenti bui e un caldo abbraccio nei momenti di sfida. Abbiamo il potere di costruire, ogni giorno, qualcosa di nuovo: un qualcosa per cui la vita schiuda le sue meraviglie e si trasformi in un percorso fantastico.

Invece che percepirci come un qualcosa di isolato, possiamo riconoscere la profonda interconnessione tra noi e gli altri. Possiamo riconoscerci tutti come esseri umani, con le stesse esigenze ultime e con lo stesso obiettivo: trovare una via allineata a ciò che é per noi importante.

Ogni giorno possiamo crearci, migliorarci. È un percorso ricco di imprevisti, di lacrime, ma anche di gioia e di sorrisi. Soprattutto, è un percorso che non conosce noia, perché nulla è scontato per l’occhio che dietro l’apparenza vede l’essenziale.

Un abbraccio,

Mattia

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