Attraversare la paura

La paura evitata diventa timor panico, la paura guardata in faccia diventa coraggio.

Così gli antichi Sumeri scrivevano sulle loro tavole di pietra.

Forse non è necessario tornare così indietro nel tempo per parlare di paura, poiché immagino che tu già conosca questa emozione. È assai probabile che, ad un certo punto della tua vita, tu l’abbia provata.

Sai, penso che questa emozione sia quella che, più di tutte le altre, sia in grado di circoscrivere le nostre azioni all’area che riteniamo un «porto sicuro». Se non sviluppiamo l’abitudine di osare, la paura sempre più ci confina nella gabbia del certo e del conosciuto.

È un meccanismo fine, che chiedendoci un centesimo alla volta toglie un grande patrimonio al nostro coraggio. Così, lieti di dare quelle piccole monete che ci sembrano più un peso che una fortuna, confiniamo le nostre azioni nel ripetitivo.

Bada bene, la paura ha la sua funzione e il suo scopo evolutivo; era comodo in antichità fuggire a gambe levate o bloccarsi completamente di fronte ad un leone. La questione è che oggi, spesso, i leoni di cui abbiamo paura sono assai più virtuali che reali: prendono la forma dei pensieri che ci mettono a disagio. In altri termini, molte delle nostre paure sono costruzioni mentali piuttosto che rischi reali.

Questo ci dà un grande potere. Se ci sono paure che limitano la nostra vita in modo improduttivo (in quanto sottendono rischi reali assai esigui), abbiamo il potere di affrontarle. Come? Ricordandoci che, se la paura è una faccia della medaglia, il coraggio ne costituisce l’altro e più promettente volto.

Possiamo affrontare la paura attraversandola. Sì, tremeremo. Sì, soffriremo. Facciamolo, con consapevolezza e accettazione di quello che proviamo. Una volta giunti dall’altra parte del fiume, noteremo come le nostre bracciate ci abbiano condotti in un luogo nuovo e assai meno tetro di quello proiettato dalla nostra mente. L’aver attraversato il fiume dell’ignoto e dell’incertezza ci ha portato a scoprire qualcosa che, senza il coraggio di osare, non avremmo mai conosciuto.

Dunque, siamo chiamati ad una scelta. Possiamo scegliere di rimanere incatenati al noto e alle nostre paure. Oppure, possiamo usare le catene come funi che ci conducano a posti nuovi e inaspettatamente belli.

Un abbraccio,

Mattia

 

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