Nuovo e Conosciuto

Mattino frenetico in città. Tra gatti che sbadigliano al nuovo giorno si possono udire motori di auto, passi che calpestano il suolo, porte che si chiudono e treni che frenano. L’imperativo della produttività si è già impadronito dell’Homo Sapiens Sapiens, oggi.

La porta del bar si apre ed entra una persona. Si siede al solito posto, apre il giornale abituale e ordina il medesimo caffè. Amaro, senza zucchero.

La porta si apre nuovamente ed entra un altro individuo. Si siede vicino al primo e curioso osserva l’ambiente intorno.

«Hey, bel posto qui!», dice.

«Sei già venuto ieri, cosa ti sorprende di questo bar? L’hai già visto», risponde il bevitore di caffé amaro.

«Ti sbagli, è la prima volta che vengo qui. Mi presento, sono Nuovo.»

«Avrò fatto confusione, voi altri vi assomigliate tutti. Io sono Conosciuto.»

Non il miglior inizio di conversazione, l’avrai già capito. Nuovo ordina una spremuta di arancia e una brioche. Appena il cameriere gliele porta, annusa con curiosità la spremuta e assapora con gusto il croissant.

«Mmmh, l’odore delle arance spremute è qualcosa di meraviglioso! E questa brioche: è cotta alla perfezione, stupendo!»

Conosciuto distoglie gli occhi dal giornale e con fare seccato risponde: «È per caso la prima volta che bevi un succo e mangi una brioche? Hanno tutti lo stesso sapore.»

Nuovo si guarda in giro e guarda i quadri sulle pareti. C’è un dipinto de “I Girasoli”, di Van Gogh. Si alza e lo guarda più da vicino, per analizzare le sfumature di colore.

«Mi stupisce sempre guardare questi quadri, così belli e ricchi!».

Conosciuto chiude il giornale e risponde con tono severo: «Senta, vengo qui tutti i giorni da quindici anni. Prendo un caffè, mi siedo e leggo il giornale, prima di andare al lavoro. Vuole vedermi stupito dal sapore del caffé, dalla bellezza dei quadri e dalle voci dei passanti? Lo ero forse il primo giorno. Ora è routine.»

Nuovo tace. È pensieroso. Conosciuto si sta per alzare e andare via, quando Nuovo gli strattona la giacca. «Sa, quello che ha detto mi ha fatto riflettere. Lei ha vissuto quindici anni diversi o ha vissuto per quindici anni lo stesso giorno?»

«Come, scusi?»

«Ha capito bene. Mi sembra che Lei non si stupisca più di niente. Tutti i fiori per lei sono semplici fiori, egualmente belli e senza la loro individualità. Tutti i caffè sono uguali, con lo stesso sapore e senza quella danza di amarezza e gusto che ciascuno di loro può possedere. Quando è l’ultima volta che ha fatto esperienza di qualcosa di inaspettato?»

«Non lo so.»

«Conosciuto, gentilmente, mi capisca. Io so quello che intende; per anni ho vissuto anche io così. Mi svegliavo ogni mattina, mangiavo la stessa colazione e entravo in ufficio, alla stessa ora. Salutavo i colleghi allo stesso modo, svolgevo le mie pratiche ed andavo a casa.»

«Non mi piace questa monotonia, ma cosa posso fare?»

«Santo cielo, apra gli occhi! Guardi in giro! Annusi l’aria vicino al mare all’alba e al tramonto, e noterà che avrà due profumi diversi. Apprezzi la morbidezza della sedia su cui è seduto. Ascolti la voce della gente, e noterà che non ci sono due voci uguali. Neanche due! Si faccia un po’ sorprendere da quello che il mondo può donarle, invece che inserirlo in quanto pensa di sapere già. La saluto, e Le auguro una buona giornata.»

Nuovo lascia il locale, camminando gioioso per la strada.

Conosciuto sta nel bar qualche minuto in più, poi decide di uscire. Fuori dalla porta alza lo sguardo: quel mattino l’alba era più colorata del giorno prima.

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