Buio e Luce – La disinformazione emotiva

«Gianni, dove corriamo tutto il tempo?»

Umberto guarda l’amico, in attesa di una risposta. Il barista, a sua volta, guarda pensieroso il soffitto.

«Sì, non posso negare che i ritmi si stanno facendo sempre più caotici e veloci.»

Umberto annuisce, e procede: «Voglio descriverti maggiormente nel dettaglio cosa intendo con disinformazione emotiva. Nella quotidianità, siamo letteralmente bombardati da stimoli pubblicitari. Il mercato dell’attenzione è uno dei più ambiti: chi riesce maggiormente a farci notare il suo prodotto e ad indurci a comprarlo, tende ad avere più successo. La televisione mostra spesso pubblicità. I giornali e i siti internet contengono pubblicità. Camminando in giro, in stazioni o in città, si possono allo stesso modo trovare cartelloni o schermi pubblicitari. È un assedio!»

«Umberto, non posso che concordare: questa tendenza sta prendendo sempre più piede.»

«Ecco, una domanda chiave: al di là dei singoli prodotti, cosa ci comunicano tutti questi messaggi? Dalla mia prospettiva, il principale contenuto sottostante è il seguente: per essere felice hai costantemente bisogno di cose nuove. Il nuovo è la driving force del mercato odierno. Bada bene Gianni: non mi riferisco solamente ad oggetti.»

«A cosa ti riferisci dunque, oltre che ai beni materiali?»

«Penso che il concetto di nuovo stia sempre più prendendo piede anche in ambito emotivo e relazionale. Vogliamo emozioni sempre nuove, rinnovati stimoli sensoriali che ricerchiamo con diverse tipologie di esperienze: piatti sempre più prelibati, scenari incontaminati. A livello relazionale, siamo immersi in social media che a loro volta ci bombardano con le esperienze di altre persone e ci distolgono dalla nostra, personale strada. Tendiamo a voler conoscere le persone in superficie, piuttosto che in profondità. Insomma: il modello capitalista funziona se facciamo dell’ottenimento del nuovo il nostro paradigma operativo.»

«Cosa proponi dunque, Umberto, come alternativa?»

«Preferisco discutere le alternative un altro giorno, Gianni: adesso penso che sia bene focalizzarci sul comprendere al meglio la situazione attuale. Il punto principale è che l’uomo è portato a credere che il focus sia fuori di sé, nell’ottenimento di cose o risultati. Questo atteggiamento tende ad essere in contrasto con lo sviluppo della temperanza e di un atteggiamento più centripeto, basato sulla libertà individuale.»

«Cosa intendi con libertà individuale?»

«Oh, la intendo in modo diverso da come è trasmessa oggi. Sai, i messaggi principali sono: “il mondo è pieno di opportunità, vai e coglile, costruisci il tuo sentiero e la tua rotta”. Eppure, dalla mia personale prospettiva, tali messaggi sono validi una volta che si è ottenuta la libertà più grande: quella dai propri pregiudizi e preconcetti. Il primo vero e solido atto di libertà è quello che ci pone osservatori di noi stessi, ponderatori di tutte quelle cose che crediamo vere solo perché insegnateci ma che, magari, vere non sono. Come abbiamo discusso nei giorni passati, prima di trovare veramente la nostra rotta è bene fare pulizia di tutti quei messaggi che ci influenzano e ci disorientano nella ricerca. Altrimenti, corriamo il rischio di percorrere vie che credevamo nostre ma che, in realtà, ci distanziano da noi stessi.»

«Umberto, sono tanti concetti. Posso riassumere, per vedere se ho capito bene?»

«Vai!»

«Il modello capitalista funziona grazie alla driving force del nuovo. L’uomo ne è influenzato a livello emotivo, in quanto fa del nuovo il suo modus operandi in termini relazionali, materiali ed emotivi. In altre parole, siamo invogliati a comprare nuovi prodotti, a cercare costantemente nuove esperienze e a sviluppare relazioni che tendono a rimanere superficiali. Tutte queste tendenze ci orientano su vie non nostre, e ci distanziano dalla libertà più grande: quella di essere osservatori di noi stessi e lasciar andare suggestioni esterne, per metterci così in condizione di coltivare una strada che sentiamo nostra.»

Umberto sorride e annuisce: «Ben fatto! Preparati che domani ci immergiamo ulteriormente nel concetto di modello capitalista.»

Un pensiero riguardo “Buio e Luce – La disinformazione emotiva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...