Buio e Luce – L’Atlante e la Timeline delle Emozioni

«Sai Umberto, negli ultimi giorni abbiamo parlato dell’attuale stato di disinformazione emotiva e della meta che possiamo raggiungere: consapevolezza di mente e cuore. Abbiamo visto che la meditazione può essere un’ottimo percorso, che ci consente di accogliere in modo non giudicante gli elementi presenti alla nostra consapevolezza.»

«Esatto, Gianni.»

«Vorrei parlare di un aspetto. Il mondo emotivo a volte non è semplice: ci sono contesti in cui non capisco che emozioni sento e non so quali siano gli eventi che le abbiano scatenate.»

Umberto ride. «Se fosse semplice, saremmo già tutti maestri di consapevolezza del nostro mondo emotivo. Va bene così, Gianni: è un percorso fatto di salite e discese, momenti di comprensione e momenti di buio. Servono entrambi. Comunque, c’è una risorsa che vorrei condividere con te per arricchire il percorso.»

«Vai, dimmi!»

«Si tratta dell’Atlante delle Emozioni, sviluppato da Paul e Eve Ekman su richiesta del Dalai Lama. È un atlante interattivo che puoi trovare su Internet: è gratuito.»

«Come posso usare questa risorsa?»

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Timeline delle emozioni, presa dall’Atlante delle Emozioni (http://atlasofemotions.org/)

«Come prima cosa, ti consiglio di esaminare la timeline delle emozioni. Puoi notare che, prima che proviamo una determinata emozione, ci sono dei fattori che possono creare terreno fertile per il suo sorgere. Penso che sia più semplice illustrare questo con un esempio. È mattina, la sveglia suona in ritardo perché ti sei dimenticato di cambiare l’ora dell’allarme. Ti alzi, fai colazione di fretta e prendi la macchina per andare al lavoro.»

«Può capitare!»

«Ecco, Gianni, che la fretta mattutina costituisce la pre-condizione per il sorgere dell’emozione. Sei in strada, stai guidando, e un’altra macchina ti taglia la strada. In quel momento senti rabbia e vorresti iniziare una disputa con l’altro conducente. Cos’è successo?»

«Beh, immagino mi sia arrabbiato per il fatto che mi abbia tagliato la strada!»

«Non è così semplice, Gianni. Se quella persona ti avesse tagliato la strada mentre ti senti sereno ed equilibrato, più difficilmente sarebbe emersa la rabbia. Nel caso del nostro esempio, la rabbia è emersa perché l’evento specifico si è ben allineato alla tua pre-condizione emotiva mentre guidavi. Inoltre, può essere che tale azione ti abbia fatto ricordare altre ingiustizie passate. Ecco che il trigger di un’emozione è costituito da tre elementi: pre-condizione, evento e somma delle esperienze passate

«Capisco. E cosa è possibile fare, una volta che l’emozione sorge in noi?»

«Ecco, Gianni, hai usato un ottimo verbo: sorgere. Come il Sole, le emozioni sorgono e tramontano: avere questa consapevolezza aiuta a coglierne la transitorietà. Comunque, una volta che l’emozione sorge, possiamo notare dentro di noi delle modifiche sia a livello fisico che a livello mentale. L’emozioni influisce sui nostri processi fisiologici e sentiamo dunque specifiche sensazioni: può essere, per esempio, calore nel caso della rabbia e tensione allo stomaco nel caso della paura. Inoltre, l’emozione stessa influisce sui nostri processi mentali e colora la nostra visione del mondo: per esempio, desiderio di allontanarci nel caso del disgusto, apertura e celebrazione nel caso della felicità. A partire dallo stato fisico ed emotivo in cui ci troviamo, scegliamo poi che azione compiere. È qui che interviene il ruolo della consapevolezza.»

«Che ruolo ha la consapevolezza?»

«Vedi Gianni, una volta che l’emozione sorge, la nostra visione del mondo e il nostro stato fisico ne sono influenzati. Eppure, possiamo imparare a coltivare quello spazio tra come ci sentiamo e che azioni compiamo, cosicché le seconde non scaturiscano direttamente dallo stato legato all’emozione. Possiamo imparare ad accogliere l’emozione e trovare nuovi modi per esprimerla: ci sono azioni costruttive e altre distruttive, e sono discusse in un’altra sezione dell’Atlante.»

«Umberto, vediamo se ho capito bene: un insieme di trigger ci mette in condizione di sentire determinate emozioni. Una volta che sorgono, quello che possiamo fare è accoglierle con consapevolezza e creare uno spazio, per valutare quale possa essere la risposta più costruttiva a tale emozione.»

«Esatto, amico mio. Poi domani vediamo insieme quali sono le emozioni principali, i vari gradi di intensità che le contraddistinguono e le risposte ad esse che possiamo attuare.»

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